SHADOW FILM

Un progetto di Luca Saini e Dario Quatrini
con la collaborazione di Lorenzo Denicola e Daniele Pagliero

La mostra è stata inaugurata il 5 novembre 2002 presso il Circolo Amantes, via P.Amedeo 38/a, Torino, e proseguirà, con proiezione continuativa del video omonimo, fino al 19 novembre, dalle 19.30 alle 1.00.

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Il progetto, attraverso fotografia, grafica, video e soundtracks è un'indagine sul rapporto tra fiction e realtà.

Quattro lavori fotografici impaginati come locandine cinematografiche formato 70x100, rappresentano le affiches di quattro lungometraggi, prodotti da una casa di produzione sconosciuta, Shadow Film; un video ne ripercorre la storia attraverso le testimonianze di chi ne ha fatto parte ed una sonorizzazione ne scandisce la narrazione.




Rosalba Nattero ha partecipato al video "Shadow Film", parte integrante dell'omonima mostra. Il progetto, di Luca Saini e Dario Quatrini, si muove tra realtà e finzione e narra le vicende che ruotano intorno a quattro film immaginari, ricostruendone nei minimi particolari la storia e le vicende.
Nel video Rosalba Nattero interpreta la parte di Lorna Ley, l'attrice protagonista.

L'opera si autocostruisce un immaginario e un background in un percorso inverso-da keyframe a film e non viceversa, nasce finita e si ricostruisce la sua creazione, l'opera cortocircuita tra perdita e acquisto di senso, è un indizio ed un invito a chiudere il cerchio da parte di chi la guarda e l'ascolta.

…1971: un regista della scena indipendente italiana, J.T. Wodash, gira un lungometraggio totalmente autoprodotto dal titolo: "Into my soul, the shadow…", una storia autobiografica largamente ispirata alla prigionia dei malati di mente negli istituti psichiatrici-lager.

Negli intenti di Wodash quest'opera è già manifesto estetico e politico: attraverso l'utilizzo della camera, occhio che indaga con estenuanti carrellate soggettive e primissimi piani, il regista racconta i drammi sociali dei primissimi anni settanta, metaforizzandoli con un approccio visionario e dalle influenze surrealiste. Il film è una commistione di documentarismo verista e narrazione fantastica dalle tinte forti, che ottiene poco successo tra i cultori di genere horror, genere cui è erroneamente accostato; avrà però il risultato di procurare a Wodash l'appoggio di un produttore, che sotto l'etichetta Shadow Film firmerà l'intera produzione del giovane regista. Nascono, in pochi anni, ben sette titoli tra cui ricordiamo il celebre "Cosa pensano le scimmie", distopia allucinata venata di romanticismo, "La piscina" che si può di buon grado inserire nel cosiddetto filone "horror psichedelico", "L'attesa", che riprende e amplia l'amato tema del manicomio della prima opera ampliandone la critica sociale, infine l'ultima opera, "The artist", feroce attacco alla critica uscito nelle sale con il titolo spurio di "Figli della violenza"…



COSA PENSANO
LE SCIMMIE

Germania 2125: l'apocalisse nucleare ha riportato l'uomo ad uno stadio primitivo: quello di scimmia. Ma il simulacro della modernità non sarà così facile da distruggere...

FIGLI DELLA VIOLENZA
(The Artist)

Un materasso lercio è abbandonato in una discarica. Dai suoi lati sfondati spuntano due braccia e due gambe, nude; in corrispondenza degli organi sessuali, c'è una macchia di sangue...

L'ATTESA

Attilio lavora come garzone all'ospedale Cottolengo. Percorrendone dei corridoi sconosciuti, trova una stanzetta: all'interno, su un letto d'ospedale, giace un uomo che sostiene di essere Lucifero...

THE SWIMMING POOL

Carla è una puttana che batte presso la vecchia piscina: una sera, scoprirà che questa non è che una "porta" per un'altra dimensione...