I vostri commenti

Gennaio - Maggio 2007
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12 maggio 2007

Cara Rosalba,

ti segnalo un blog che parla della tua trasmissione radiofonica:

http://www.caffesaturno.splinder.com/

Luca

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8 maggio 2007

bella la definizione di Giancarlo, "un film alieno, fatto da alieni per alieni", e aggiungerei che difende una cultura aliena che prende a riferimento madre terra, anch'essa aliena allora!

Ma allora chi sono i veri alieni?....

...firmato: un Alieno.

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25 aprile 2007

Alcuni commenti ricevuti per il film "Shan, il cuore antico dei popoli naturali":

"Il film Shan è un lavoro fantastico. È interessante perchè si impara qualcosa di nuovo sui popoli indigeni sui quali si sa ben poco. Il messaggio contenuto nel film-documentario è molto forte, porta a riflettere su molti aspetti poco gloriosi della civiltà occidentale: non tutti capiscono che il nostro pensiero non ha valore universale..."

"Il film Shan ti colpisce appena lo vedi, ma continua a rimanerti dentro e forse ancora di più nei giorni successivi. Ha una potenza che nessun testo riesce a trasmettere in così breve tempo. E' un film che suscita il desiderio di rivederlo. E si ha l'impressione che anche rivedendolo più volte, apparirà sempre diverso. Sono veramente tante le chiavi di lettura, chissà quante ne sfuggono... ma allarga il cuore scoprire che il film dà voce a tutte quelle situazioni che non ce l'hanno. Il film Shan spalanca una porta su una dimensione che esiste sul nostro pianeta e di cui non si coglie normalmente la portata."

"Il film Shan mi ha dato modo di conoscere cose che nella vita "normale" non si sanno"

"Dopo aver visto il film Shan sono sdegnato per le oppressioni ai popoli naturali."

"Ho visto il film Shan e sono letteralmente incantato dalla forza della colonna sonora."

"Alcune frasi sentite nel film mi sono rimaste impresse e portano a grandi riflessioni."

"Ho visto il film Shan e mi ha catturato la sua originalità e il suo coacervo di musiche, immagini e notizie."

"Le situazioni descritte nel film Shan sono incredibili, angoscianti. Bisogna fare di tutto per dare visibilità a queste realtà."

"Il film Shan è molto bello ed emozionante."

"Sono rimasto entusiasta del film Shan. Mi hanno colpito il commento iniziale, le testimonianze dei nativi, i menhir ingabbiati e le musiche veramente "spaziali". È grandioso il lavoro che è stato fatto, e il regista è geniale."

"È un film che suscita tante riflessioni. e che lascia la voglia di rivederlo. Se vedi questo film, dopo non vedi più le cose con gli stessi occhi."

"Il film è una magia. Suscita delle emozioni talmente grandi che è impossibile trovare parole adatte. Le tradizioni dei popoli invisibili arrivano al cuore!"

"Il film mi ha commosso. Era pieno di amore."

"Il film Shan tocca il cuore per la denuncia, oltre che per la musica. La parte fiction è poetica e incantata. La colonna sonora è sconvolgente!"

"Grazie al regista e al LabGraal per le emozioni che ci hanno trasmesso. Shan è un film/documento che risveglia le coscienze e suscita la voglia di diventare protagonisti della propria vita."

"La realtà dei Popoli naturali è una realtà nascosta, che non si conosce. Così come non si sa nulla del ruolo dei Menhir per i Bretoni o della montagna sacra degli Apache in pericolo. Il film Shan dà modo di conoscere queste realtà e di chiedersi che cosa si può fare per riparare queste ingiustizie."

"Un film-documentario del Laboratorio Musicale del Graal che risveglia le nostre coscienze. Vi invito ad andarlo a vedere ed estendere l'invito a parenti ed amici, in segno di Pace..."

"Shan è come un sonar che lancia un messaggio. È rivoluzionario, non lascia indifferenti. Fa riflettere e discutere, dopo averlo visto non lo si dimentica più."

"Film magnifico, su tutti i livelli, da quello musicale a quello del messaggio animalista a... tutto il resto! Grandi!"

"Le persone sono state portate a dare per scontato che il mondo sia così e non è pensabile che sia diverso. Il film SHAN spezza questo inganno e rende visibile ed a portata di mano la speranza e la possibilità di un mondo migliore. Fa vedere che addirittura c'è già tra i popoli naturali. E una pacifica... bomba atomica!!! Grazie"

"Il film Shan tratta argomenti difficili con freschezza e senza indugiare sui problemi. È un film che si vede tutto d'un fiato, è molto vario e non c'è mai un momento di "calo" di attenzione. La colonna sonora è grandiosa"

"Il film Shan mi è piaciuto veramente tanto e mi sta ispirando nella mia attività artistica."

"Ho appena visto il film Shan... non penso che le parole possano descrivere le emozioni o i sentimenti. Semplicemente rivoluzionario! Grazie."

"Mi è piaciuto molto il messaggio di riferimento spirituale nella natura, libero e a disposizione di tutti."

"Ho appena visto il film Shan... le parole non bastano a descrivere quello che provo!"

"Intorno al film Shan si crea un'atmosfera di libertà."

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20 aprile 2007

Dal sito: http://blog.libero.it/ENIGMI

Shan è' un film che vale la pena di vedere poichè ci aiuta a riflettere sulla spiritualità che nn conosciamo più perchè soppiantata dalle grandi religioni rivelate, ma che un tempo apparteneva a tutta l'umanità e che ci riporta in contatto con la Natura e Madre Terra. E' un grido d'aiuto x la difesa della sacralità dei culti naturali che sono stati relegati in nicchie, come le etnie alle quali sono legati. Esprime la necessità di difendere il diritto al culto e alle tradizioni ancestrali.

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17 aprile 2007

Cara Rosalba,

Sto ascoltando la tua trasmissione su Radio Flash e non posso far altro che voler interagire con te.
Oggi ho tagliato scuola, tutta colpa di Shan, il vostro film, documentario, ricerca e viaggio spirituale, nonché una delle prime testimonianze che trovo attorno a me di quello in cui io credo. Comprendo, o almeno spero, il messaggio che avete cercato di lanciare. Io nativo di queste terre, Celta, e giovane ragazzo che studia il celtismo e le sue tematiche e leggende, sono scappato fino a Torino, dalla mia cittadina in Piemonte. Sono accorso alla Grotta di Merlino per il vostro lavoro, per quanto riguarda S.O.S. GAIA, e ECO-SPIRITUALITY FOUNDATION, ho sentito le tematiche che affrontate, e l'ardore con cui lo portate avanti, quello del fuoco della musica, e credo anche dell'anima e del cuore, di un orgoglio, quello pagano, celtico, e nativo, ferito dalle continue mutilazioni dell'uomo e della storia della nostra modernità , delle grandi religioni, e di questa società che poco si addice agli antichi dettami di semplicità, equilibrio e giustizia. Sono venuto per informarmi, e per dare una mano fisicamente al vostro progetto.
Credo che la lotta per quello in cui io credo deve essere vissuta in prima persona.
Da Asti la mia testimonianza del film attraverso questa mail. Complimenti gran lavoro! Grazie!

Un abbraccio forte e un saluto

Francesco

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17 aprile 2007

Dal blog di angkarn sul sito http://angkarn.splinder.com:

Shan
Questo è il titolo del film-documentario che ho visto domenica pomeriggio, e che avevo scoperto per caso solo il giorno prima. Il motivo scatenante di questo mio subitaneo interesse è dovuto alla sua particolarità: parla, infatti, di spiritualità naturale e di popoli indigeni, visto attraverso l'esperienza e la musica del LabGraal, un gruppo formato da cinque componenti, che sono anche i cinque "attori" del film. In realtà il termine "attore" è del tutto improprio, in quanto non recitano, ma è consuetudine nei documentari indicare in tal modo le persone che vi compaiono.
La locandina mostrava i cinque componenti abbigliati in abiti medioevaleggianti, alcuni con spade e cotte di maglia. In un'altra immagine si vedevano stagliati sull'orlo di una brulla collina, in un paesaggio che ricordava molto la Scozia. Il timore che potesse essere qualche miscuglio new-age c'era, ma la stessa locandina precisava che il film era incoraggiato (sì, proprio "incoraggiato") dalle Nazioni Unite, patrocinato dal Consiglio per i diritti civili e tante altre belle cose. Sembrava dunque qualcosa di serio. Così ho provato ad andarci.
Il film inizia con uno scorcio di un concerto del LabGraal, e spesso qua e là ci sono riprese da altre loro esibizioni; non solo, ma la loro musica fa praticamente da unica colonna sonora di tutta la pellicola. In certi tratti, sembra un po' autocelebrativo e ricorda i classici DVD musicali. Ma c'è molto di più. La loro musica è stata la base di partenza per l'interesse e lo studio di quelli che loro chiamano "i popoli naturali"; ovvero le popolazioni che ancora adesso vivono legate al proprio territorio e alle proprie tradizioni antiche, basate su religioni della Terra e non legate a profeti. Vengo così a scoprire che presso l'ONU esiste un forum mondiale per queste genti (che sempre secondo le Nazioni Unite, sono il 20% della popolazione mondiale), a cui la cantante e un altro componente della band partecipano, cosicché conoscono ed intervistano maori, aborigeni, indios, nativi americani e della Kamchatka. Loro sono lì assieme ai bretoni per rappresentare i popoli naturali europei, ed è emozionante notare come tutte queste persone, pur di luoghi così diversi e lontani geograficamente, condividono le stesse sofferenze ed oppressioni, una stessa matrice di fondo nelle loro credenze, ed un grande rispetto per le loro differenze.
Mostrano come durante un loro concerto a Melbourne (o Sidney?) giunga sul palco un aborigeno con cui improvvisano una session; come dopo il concerto, l'aborigeno li inviti a partecipare ad una loro cerimonia funebre, ricca di danze, e dopo lui racconti di quanta terra cimiteriale sono stati derubati dagli occidentali ai tempi della colonizzazione. Si vede la stessa volontà di essere riconosciuti nei Bretoni di Carnac, che vedono i loro menhir recintati come fossero orti e trattati come musei; così come si vede negli Apache dell'Arizona che vogliono poter accedere nuovamente alla loro montagna sacra, chiusa tempo fa per costruire un osservatorio astronomico.
Il film intervalla le interviste a questi attivisti con intermezzi di quiete e di estasi spirituale, con alcune riproposizioni di riti e di combattimenti che non credo avessero velleità di ricostruzioni filologiche. Ma nonostante tutto, l'insieme è confortante, dolce e si esce dalla sala con un senso di pace, di esaltazione. E' una pellicola che scalda il cuore.

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16 aprile 2007

Enzo Mariella invia una poesia ispirata al film Shan:

Shan

Squarcio di sereno oltre la montagna,
che lascia nell'ombra oscura la pianura
ancora coperta di nembi.

Arcobaleno che segna il percorso spirituale,
mentre fiumi inondano e tracimano le sacre terre,
oltre i boschi di betulle, già calpestate dai nostri padri.

Solco che conduce alle nostre avite case, oltre
i massi erratici, sovrapposti da ignoti ciclopi
dotati di esuberante forza.

Tuono che scuote lo spirito delle genti,
pronte ad innalzare il calice d'acqua pura,
ed a seppellire la spada cornuta sotto la sabbia.

Cori di voci di tutti gli esseri viventi, umani ed animali,
pronti a creare un girotondo per abbracciare
il mondo.
Per andare ai luoghi sacri cari ai nostri richiami:
dal Sinai, al Tibet, a Mount Graham.

Ispiratori dello spirito superiore sotto qualunque segno,
oltre il cielo, la collina, il monte di conifere.
Verso le tombe violate, i Menhir recintati,
che trasudano ed emettono, per noi, tutta la forza
dell'ecospiritualità vitale.

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14 aprile 2007

Ciao rosalba

ho letto e fantaletto il tuo blog ottobre -dicembre 2006.
Tra le righe ho sentito che avverti quasi in forma incoscia, il ritorno, il risveglio.
Il ritorno cè ed è iniziato in sordina. Il risveglio è nella forza per il tempo continum toglie la scorza. Cose di materia che svegliano l'anima degli Uomini-albero.
La luna soffia il colore rosato per dare il segno del cambiamento planetario-cosmico. Veggenze di segni onirici e colori solari e lunari apparentemente anomali dal blu al rosso il colore stellare è mosso.
La stella di Vega ne apporta lo spostamento lunare che porta.
e strani film ne esprimono la metafora artistica-intuitiva.

C'era una volta.....
C'era 2volte che qualcuno disse
L'anima del fanta scrisse

Saluti e fantasaluti

Mirddyn Kefran detto Merlino

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11 marzo 2007

Cara Rosalba,

Ho letto con attenzione Rosalba's Blog agosto - settembre 2006 e nel leggere la parte riguardante il racconto del Fest Noz del Kermario, mi sono rivisto con la mia famiglia in quel di Carnac, quella serata meravigliosa che ormai è uno dei ricordi indimenticabili della nostra vita, una serata che oso definire "magica". Il vostro successo poi è stato veramente grande, la gente proveniente da diverse parti d'Europa e del Mondo vi ha ammirati, vi ha applaudito e, quando la cornamusa ha intonato l'inno finale, è stata veramente la fine del mondo.
La Bretagna è per noi come per voi un luogo "magico" ma non irreale, un luogo che lascia in chi la visita un ricordo indelebile. La popolazione poi ha un carattere "duro" ma sincero, come i montagnini "barotti" da cui derivo io da parte materna, in quella Valle di Susa che combatte il sopruso TAV, del quale ho parlato con Giancarlo Barbadoro seduti al tavolo durante l'intervallo del concerto.
Quando qualche anno addietro visitammo la tomba di Merlino nella foresta di Paimpoint, conoscemmo un druido locale che proviene da Modena e che lì vive gestendo un negoziodi ricordini per i turisti, inamoratosi sin da piccolo di queste "leggende" e poi di una splendida donna bretone. L'emozione fu grandissima per un Francoprovenzale come io mi sento. Mio nonno e mia made provengono dalle montagne di Condove, comune francoprovenzale, (mio nonno mi insegnò il patois del quale purtroppo ricordo solo alcune frasi). Quell'incontro fu un trasporto di sensi e di immagini così forte che quando lo dico in giro mi prendono per pazzo.
Durante la giornata che ha preceduto il fest noz siamo tornati per l'ennesima volta a camminare sulle spiagge della penisola di Quiberon, posti che ogni volta lasciamo con profondo rammarico. Noi amiamo la gente Bretone, quel loro carattere che li porta a combattere contro i soprusi di ogni genere, schierandosi senza paura, forti dei loro diritti e delle loro convinzioni anche contro il governo centrale di Parigi. Vive les Breton!

Un abbraccio da Roberto

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26 gennaio 2007

Penso che sia l'ignoto ciò che fa più paura nell'esperienza della morte. Dico così perchè è cio che sto vivendo in questo momento nel quale mi sono trovato a dover affrontare quest'esperienza. Lulù ha lasciato il corpo il 15 di gennaio, pochi giorni fa. Lulù è la mia piccola cagnolina, abbiamo vissuto insieme per quindici anni ed è entrata nella mia vita quando avevo quindici anni, abbiamo trascorso insieme metà della mia esistenza. Quello che ho provato in questi giorni è la paura del buio, quella forza ignota mi spaventa. Ho letto molto su come vedono la morte gli altri popoli e rispecchia ciò che ho sempre pensato sin da bambino, e la morte mia o di un'altra persona non mi spaventa più.
Quando è morto mio nonno ero felice per lui e sapevo a cosa andava incontro, sapevo quale splendida avventura iniziava per lui. Ma per quanto riguarda gli animali mi sembra tutto così diverso. Io e mia mamma eravamo per Lulù l'unico punto di riferimento, ora mi domando se si sente sola, se ci è accanto, se si è subito reincarnata. Mi domando se ha mantenuto la sua personalità e se si ricorda ancora di noi.
Pochi giorni dopo che ci siamo lasciati ho fatto un sogno, breve ma entusiasmante, mi ha lasciato un speranza ed un filo di serenità nel cuore.
Ve lo racconto: Mi ero appena tuffato in mare, e nuotavo come un delfino, quando sono emerso non vedevo neanche più la costa, solo l'immensa distesa blu del mare. Un po' di paura e chiamo subito Lulù, poi guardo sott'acqua e vedo in lontananza un delfino che arriva a tutta velocità, mi si avvicina e salta fuori dall'acqua e continua a girarmi intorno saltando, tutto felice...
Mi chiedo se è stato un sogno simbolico, un messaggio dove Lulù mi dice "sono libera felice e sto bene", oppure forse si è incarnata in un delfino.. booh
Due giorni dopo che è morta sono venuto al vostro concerto delle Universiadi, all'inizio e alla fine quando avete suonato la cornamusa e il tamburo mi sentivo così bene, è stata un'esperienza fantastica e surreale. Il tamburo ha un suono ancestrale che mi fa tornare indietro nei secoli, il suono della cornamusa mi entra dentro e mi ripulisce completamente. La danza di energie mi ubriacava, in quei giorni mi sentivo come sotto shoc e in più tutta quella danza di energie mi stava facendo perdere l'equilibrio, mi sentivo uscire dal corpo. ed improvvisamente ho visto Lulù, camminava fiera e a testa alta come prima di ammalarsi, camminava su un prato verde, tra una fila di persone che suonavano grossi tamburi e cornamuse, una lunga fila, tanto lunga che non se ne vedeva la fine. Camminava verso il cielo, camminava verso il sole. Mi pareva un funerale degno di lei. Poi con le canzoni, quelle veloci e allegre, la vedevo correre velocissima come da bambina, correva intorno ad un cerchio di pietre simile a Stonehenge, con le orecchie al vento e quel sorriso che una volta le vedevo sempre sul volto.

c i a o

davide

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