I vostri commenti

Agosto 2006
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28 agosto 2006

cara Rosalba,

ho letto con commozione tutti gli aggiornamenti del blog (trionfo del Labgraal :) :) :) e visto le foto degli articoli che hanno scritto su di voi) .Penso che le parole non siano sufficienti a descrivere quello che io e gli altri presenti al concerto abbiamo provato: entusiasmo, fratellanza, identità comune, voglia di lottare per difendere le nostre tradizioni e la nostra terra sacra..ma non abbiamo provato solo questo..qualcosa di magico ha unito noi celti italiani ai bretoni e ai nativi di tutto il Pianeta.. Un cuore nativo ci lega come un filo invisibile.

Michela

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27 agosto 2006

Cara Rosalba,

ho finalmente avuto la possibilità di leggere il tuo blog. Sono rimasto profondamente toccato dal messaggio di Jida. Ma mi colpisce ancora di più l'accostamento in sequenza con le successive pagine del blog, dove si vedono nativi europei e nativi australiani esprime lo stesso anelito di libertà, la stessa rivolta. Davvero, come diceva qualcuno qualche tempo fa, la rivoluzione vera di questo secolo sarà la lotta dei Popoli Naturali.
Inoltre vorrei dire che l'opportunità di assistere al concerto del LabGraal a Carnac mi ha lasciato dentro qualcosa di profondo. E' stato un momento esaltante, impossibile da descrivere appieno a chi non l'ha vissuto.

Giuseppe

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25 agosto 2006

Ho letto dell'esaltante successo che avete avuto in Bretagna, veramente bellissimo. Sono certa che questo è uno dei momenti magici che permetterà la riconquista di una identità comune a tutti i nativi europei, per potersi unire e riportare nel nostro mondo il modus vivendi dei nativi a contatto diretto con Madre Terra.....
E' un sogno che si sta avverando mentre si snocciola davanti a noi in un infinito ologramma.

Ti abbraccio

Ivana

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24 agosto 2006

Non posso in questa occasione non intervenire nel tuo Blog!; l'evento del concerto a Carnac è stato davvero memorabile per noi del LabGraal...; Sicuramente il luogo ha avuto la sua importanza: per musicisti di Keltic Music trovarsi a suonare in Bretagna ad un Fest-Noz, in una radura, all'ombra di querce millenarie, attorniati da centinaia di giganteschi, fieri menhirs è già di per sé un evento assolutamente straordinario, ma che questa radura fosse riempita da migliaia di persone pronte a partecipare a quell' incredibile magico rito che si sprigiona ad ogni concerto del Lab è, francamente, un sogno che diventa realtà. Comprendo la tua commozione perché l'ho provata anche io suonando la mia Bagpipe di fronte a una moltitudine di braccia alzate a scandire il tempo ed a volti di gente fiera che veniva dietro la melodia della nostra musica; ma quello che trovo ancora più toccante è la consapevolezza che non fosse solo un'aggregazione di persone intervenute ad un concerto ma un POPOLO che in quel momento manifestava il suo canto di libertà, la sua determinazione a difendere le proprie radici ancestrali, i propri luoghi sacri, il proprio diritto ad esistere nonostante una lotta millenaria fatta di soprusi e sopraffazione da parte di una cultura maggioritaria.
E come poter dimenticare il calore che ha avvolto il LabGraal dopo il concerto: persone che ci abbracciavano, che ci applaudivano gridando "Bravò!" "Super!" e l'immancabile "Merci"; cose che scaldano il cuore non solo perché bellissime manifestazioni di affetto ma perché fatte da persone che riconoscevano in noi la stessa natura, la stessa appartenenza: quella dei Nativi Europei.

Kenavò!

Luca

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23 agosto 2006

Quello che hai scritto sul blog è bellissimo :))))))
Come tante altre volte hai dato voce a cose che si sentono dentro.
Quello che abbiamo vissuto al concerto di Carnac mi ha colpito profondamente: è vero che è successo qualcosa e sento che è successo anche dentro ognuno di noi, qualcosa che mi ha fatto tornare a casa e non sentirmi per la prima volta a casa, ma come se fossi nell'ennesima stanza d'albergo :)
Partecipare alle danze mentre il LabGraal suonava è stato qualcosa che va al di là delle emozioni: aveva dell'incredibile! Essere là in mezzo, insieme a tutti gli altri mi ha fatto sentire parte di tutto, una parte ben viva, e mi ha fatto sentire così vicina a tutti come mai mi era capitato, come se tutte le barriere, tutte le forme non esistessero più.
Difficile dire altro senza commuoversi...

Grazie. Ti abbraccio

Gilda

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22 agosto 2006

Generalmente il pubblico dei concerti è identificabile in una certa fascia generazionale con tutti i valori ad essa assimilabili. Se l'artista sul palco riesce ad interpretare questi valori si crea un collegamento con la platea. Nel caso del LabGraal si verifica generalmente una situazione un po' differente. Per lo più il pubblico è costituito da individui di tutte le età. Qui a Carnac in Bretagna, si nota ancora di più, bambini adulti e anziani si divertono insieme anche se gli obbiettivi da perseguire e i valori da mantenere sono ben presenti e chiari per tutti.
Trovarsi a suonare in condizioni del genere, come questo Fest-Noz , che è stato bellissimo, ti fa sentire parte del luogo dove ti trovi. Più che esibirti stai veleggiando su delle onde smisurate, onde prorompenti che oltrepassano gli argini. La gente intorno potrebbe essere un popolo di qualsiasi tempo.

Andrea

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17 agosto 2006

Ragazzi, mi salutate i fratelli Bretoni e... la tribu de DANA?

Leonardo Melis

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7 Agosto 2006

Ciao Rosalba,

ho letto le ultime novità del Working Group di Ginevra e la possibilità che il gruppo di lavoro venga chiuso con la scusa di aver raggiunto lo scopo della ratifica della carta dei diritti dei popoli nativi.
Spero proprio di no, spero che rimanga questa importante platea internazionale testimone del modo di vivere dei nativi di tutto il pianeta, più naturale e in sintonia con la natura.
Oltre la ratifica della carta dei diritti, il proseguimento dei lavori del Working Group può sicuramente aiutare i nativi a prendere coscienza della loro spiritualità e di quanto essa è importante per una evoluzione positiva sul pianeta che possa permettere di superare le molteplici conflittualità.
In questa strana estate sul fronte animalista se ne sentono di tutti i colori.
Sul problema dei Bambi in Piemonte sicuramente sarai aggiornata, sembra che oramai inderogabilmente il 24 agosto inizieranno ad ucciderne il numero previsto senza più ascoltare ragioni.
Nel frattempo sembra che a Milano, in alcuni ristoranti cinesi si mangia carne di cucciolo di San Bernardo. Questa informazione è uscita sul corriere del 6 agosto (la puoi trovare ancora sul corriere online digidando cuccioli di san bernardo), ma fa parte dei si dice e non si dice. Nessuno ha visto queste manovre ma l'associazione che ha sporto denuncia ha avuto evidentemente dei chiari sospetti.
Questa notizia è uscita anche sul blog di Grillo.
Evidentemente la razionalità non fa parte di questo mondo e forse non è soltanto un problema di caldo, ma un problema di follia mentale.
Un abbraccio

Ivana

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7 Agosto 2006

Ciao Rosalba,

non so se ti è capitato in queste ultime frenetiche settimane piene di cose da fare, di leggere qualcosa sulla strage che la Regione Piemonte sta organizzando per le prossime settimane nei confronti di un grosso numero di caprioli.
La cosa mi sembra mostruosa visto che si parla di abbatterne 600, adducendo come motivazioni il disequilibrio ambientale (pare che la proliferazione sia dovuta ai cacciatori che ne hanno introdotti in gran numero per poterli ammazzare), i danni alle colture e la causa di incidenti stradali.
Ma sono rimasto colpito dal fatto che questa pratica è assolutamente normale e per quest'anno, in tutta Italia, sono previste 50.000 uccisioni!
Mi sembra ovviamente orribile, oltretutto sono previste anche uccisioni di animali giovani. Queste uccisioni sono ovviamente affidate ai cacciatori, che a quanto pare dovremmo ringraziare per il loro contributo:-(
Dobbiamo ringraziare anche lo scrittore Rigoni Stern che si è indignato per tutta il can can che vari ambientalisti, sindaci, associazioni (compreso Pecoraro Scanio che speriamo riesca a fare qualcosa considerando che ha preso a cuore la faccenda) hanno creato, visto che secondo lui "E per il prossimo autunno invito il ministro dell'Ambiente a far comunione con la natura mangiando filetto di cervo alla brace accompagnato con un bicchiere di Brunello di Montalcino, niente di più. E con la certezza di non aver fatto alcun danno all'ambiente naturale." Bella roba:-(

Lucio

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5 Agosto 2006

E' con una punta di amarezza che questa volta chiudo il tuo blog. La prospettiva che l'Assemblea dei popoli indigeni venga chiusa mi rattrista.
I popoli naturali progressivamente stanno riconoscendo la loro identità e questa presa di coscienza sta creando coesione tra loro, al di là delle differenze formali, mi pare stiano capendo di avere un cuore in comune, e contrariamente a quanto fanno i seguaci delle varie religioni, non passano il tempo a darsele di santa ragione tra di loro. Sento che costituiscono una speranza per l'umanità e riunirsi tutti insieme sotto un unica bandiera, come dici, non importa quale, costituisce il primo passo per la costruzione di un mondo migliore, dove libertà, rispetto per gli altri esseri viventi e fratellanza non sono solo utopia.
Confido però che si tratti solo di un intoppo formale e che il loro cammino non si fermerà certo qui!
Vivissimi complimenti al grande lavoro che anche questa volta avete fatto a Ginevra!

Sabrina

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