di Rosalba Nattero
Gli appassionati di celtismo, di tradizioni scozzesi e di
megalitismo non possono trascurare la storia di una popolazione misteriosa almeno quanto la terra che hanno abitato.
Nella gia' tormentata e oscura storia della Scozia, un mistero nel mistero e' rappresentato dai Picti, un popolo che apparentemente e' comparso dal nulla ed e' sparito nel nulla. Tra le molte diatribe sull'argomento, ci si chiede: erano o non erano Celti? Quali erano le loro sembianze? Alcune fonti dicono che erano piccoli e neri, altre che erano rossi di capelli, alti e robusti.
Una cosa e' certa: la cultura dei Picti e' avvolta nel piu' fitto mistero. Anche se la loro comparsa nella storia non e' remota (le prime tracce si hanno circa nel 300 d.C., le ultime nel 900 d.C.), non si riesce ad avere informazioni attendibili, in quanto le fonti sono altamente discordanti.
I Picti non hanno lasciato nessuna traccia della loro cultura se non nelle migliaia di pietre incise e sparse per tutte le Highlands. Addirittura gli edifici dei Picti non sono stati trovati: le uniche tracce di edifici sono costruzioni circolari, con una parte sotterranea, del tutto simili ai Kivas della cultura Hopi, ma come per gli Hopi si presume che quegli edifici fossero luoghi di culto.
Lo stesso nome, Picti, non corrisponde a quello autentico ma e' stato dato loro dai romani e significa "dipinti", per la loro abitudine a decorarsi tutto il corpo con tatuaggi e dipingersi di colori scuri, soprattutto di blu.
Le pietre incise che hanno lasciato sono incredibilmente belle, e rivelano tutta la finezza e l'elevatezza della loro cultura. Ma il mistero si infittisce quando si cerca di interpretarle: infatti le pietre pictiche sono incise con uno strano linguaggio cifrato che nessuno e' riuscito finora a decodificare. Il linguaggio usa disegni e simboli totemici, e potrebbe assomigliare a certi ritrovamenti
sotto forma di petroglifi rinvenuti in USA e Canada, oltre che ricordarci le pietre runiche dei loro cugini Vichinghi.
Un simbolo ricorrente nei reperti ritrovati e' la medicine-wheel, ovvero il cerchio con il foro al centro. "Medicine-wheel" e' il nome piu' noto che le e' stato attribuito, ovvero "ruota della medicina" per via della funzione terapeutica che ha presso gli indiani d'America. In realta' ha numerosi altri nomi a seconda della cultura di provenienza. Se ci rifacciamo all'esoterismo dello sciamanesimo solare possiamo chiamarla "shahqt-mar", che significa "cerchio sacro".
Qui ci imbattiamo nuovamente in quel simbolo sacro che sembra accompagnare tutte le nostre ricerche e i nostri viaggi. E' strano come questo simbolo venga ignorato dalla archeologia ufficiale, se si pensa che il suo ritrovamento e' avvenuto nei luoghi di culto di tutte le civilta' preistoriche.
Dagli indiani d'America agli Etruschi, dai Celti (Picti compresi) agli aborigeni australiani, dall'antica cultura cinese a quella dell'India, questo simbolo viene continuamente alla luce sottoforma di incisione,
oggetto sacro, coppella, edificio o tumulus. Evidentemente il suo significato era altamente significativo per quella misteriosa cultura che edifico' i megaliti.
Tornando ai Picti, lo shahqt-mar e' presente in molti ritrovamenti e per fortuna, a causa della poca importanza che viene ad esso attrubuito, se ne possono trovare anche ai bordi delle strade, soprattutto nella Black Isle, una piccola e incantevole penisola a nord di Inverness
il cui nome e' di origine sconosciuta ma si pensa sia da mettere in relazione ai Picti i quali venivano definiti il "popolo nero".
La Black Isle viene anche chiamata "Pictland" poiche' qui esisteva un grosso e imponente insediamento pictico. Avventurandosi nella Black Isle si ha la netta sensazione che il posto nasconda qualcosa di prezioso. A Rosemarkie, dove anticamente sorgeva un importante tempio pictico, esiste un piccolo museo, il Groam House Museum, dove sono concentrate la maggior parte delle pietre pcitiche ritrovate nella zona. Quasi tutte sono state trovate sepolte sotto terra: era il commovente tentativo, da parte di un popolo in difficolta', di salvare i suoi monumenti piu' cari sperando in tempi migliori, sforzo che purtroppo non e' valso a nulla.
I Picti sono comunque noti per la strenua resistenza fatta al cristianesimo: piuttosto che convertirsi hanno preferito sparire senza lasciare traccia, e anche questo fatto e' inspiegabile per la storia.
Il tempio di Rosmarkie, oggi una tranquilla basilica senza traccia del passato, e' stato difeso strenuamente ed ha resistito lungamente all'attacco cristiano anche molto tempo dopo che erano stati conquistati tutti gli altri luoghi di culto. Ancora oggi a Rosmarkie si respira un'atmosfera astorica, come se i Picti non fossero affatto scomparsi. Abbiamo potuto visitare la chiesa locale diventandone padroni assoluti: uno strano individuo ce ne ha
consegnato le chiavi ma non ci ha voluto accompagnare, come fosse completamente disinteressato alle sorti di quella basilica di cui e' guardiano. Forse non e' quello il luogo sacro dove gli abitanti si riconoscono? Eppure ci sentivamo stranamente osservati....
E che dire di quella strana casetta protetta da due imponenti shahqt-mar? Era forse l'abitazione del druido-Picto locale?
Ma chi erano dunque questi Picti? Erano davvero piccoli e neri o, come gli Highlanders, rossi e imponenti? Le cronache romane li descrivono come guerrieri spaventosi e invincibili; combattevano nudi, con il viso dipinto di blu e grandi spirali disegnate sul corpo; al di fuori della battaglia, pare che indossassero lunghi mantelli blu che arrivavano ai piedi. Sembra questa loro predilezione per il blu scuro che valse loro la definizione di "popolo nero".
In quanto alla bassa statura, la deduzione deriva dall'osservazione della forma dei loro edifici: ai broch si accedeva infatti a mezzo di cunicoli sotterranei bassi e stretti. Ma qui e' evidente la disinformazione degli archeologi: infatti, se consideriamo i broch come luoghi di culto tipo kivas, le aperture basse sono da considerarsi parte del simbolismo: in molti templi megalitici i dolmen o i tumulus sono accessibili tramite aperture basse che indicano un percorso iniziatico da compiersi in un atto di sottomissione all'esperienza intrapresa.
In definitva, anche se la storia pare accorgersi dei Picti solo dal 300 al 900 d.C., chi ci dice che non esistessero anche prima? E che non esistano ancora?
I Picti potrebbero derivare da una scuola druidica; del resto sembra che fossero ben amalgamati con la cultura celtica. E' interessante notare l'analogia con i "kalunini", che nell'antica cultura dello sciamanesimo solare erano considerati i "nobili", ma non intesi come casta bensi' come riferimenti esperienziali, una sorta di sacerdoti del tempo.
E, guarda caso, il colore che contraddistingueva i kalunini era proprio il blu.
